The Elsewhere

THE ELSEWHERE , 1999
Royal Festival Hall Ballroom
Back-lit translucent films applied to glass wall, 12 channel sound diffusion of children's recorded voices in the environmental space
m 5x30
Sound design: Tiziano Crotti

THE ELSEWHERE , 1999
Royal Festival Hall Ballroom
Back-lit translucent films applied to glass wall, 12 channel sound diffusion of children's recorded voices in the environmental space
m 5x30
Sound design: Tiziano Crotti

THE ELSEWHERE , 1999
Royal Festival Hall Ballroom
Back-lit translucent films applied to glass wall, 12 channel sound diffusion of children's recorded voices in the environmental space
m 5x30
Sound design: Tiziano Crotti

THE ELSEWHERE , 1999
Royal Festival Hall Ballroom
Back-lit translucent films applied to glass wall, 12 channel sound diffusion of children's recorded voices in the environmental space
m 5x30
Sound design: Tiziano Crotti

  • ABOUT THIS WORK

  • L’ALTROVE,1999
    Installazione multimediale alla Royal Festival Hall,  South Bank Centre, Londra
    Diffusione sonora di voci infantili registrate, irradiazione di luce bianca, 900m2 di spazio architettonico ‘vuoto’

     

    Silvio Wolf trasforma lo spazio pubblico in una scultura viva e senza tempo, pervasa solo da luce bianca e voci di bambini. Secondo l’intenzione dell’artista “Il luogo è l’evento”, intendendo l’uso della luce e delle voci “come pure forme di linguaggio visivo ed acustico, mezzi generatori d’ogni forma possibile d’immagine e suono”.

    La grande vetrata traslucida di m.30×5 è investita dall’irradiazione luminosa d’un potente impianto di retro-illuminazione posto all’esterno dell’edificio. Trasformata in una parete luminosa, essa illumina a giorno l’intera sala rendendone invisibile l’esterno, mentre il pavimento riflette la luce come la superficie d’uno specchio d’acqua.

    Contemporaneamente un complesso sistema acustico nascosto nel soffitto pervade lo spazio con le voci d’una comunità di bambini che giocano, gridano e chiamano.

    La luce all’interno dell’edificio rimane immutata per 12 ore al giorno, creando l’effetto d’una sospensione del tempo in cui è assente ogni forma di narrazione o successione di eventi. È un tempo presente e assoluto quello in cui i visitatori si trovano immersi, circondati dall’immateriale presenza d’una comunità di bambini. Le loro voci si mescolano a quelle infantili offrendo una diversa percezione del tempo e del luogo. Essi sono liberi di muoversi nello spazio pubblico aperto privo di alcun allestimento, soglie da attraversare o elementi fisici estranei allo spazio a loro familiare, ma sottilmente pervaso da un mondo invisibile e altrove. L’opera di Silvio Wolf si rivolge non solo al pubblico che visita lo spazio dedicato alle Arti visive, ma anche a tutti coloro che quotidianamente frequentano i programmi di musica, danza e letteratura nel complesso della Royal Festival Hall.